In Breve
- Cosa è stato sequestrato?
- Il Grand Hotel La Sonrisa è stato sequestrato nel contesto dello sgombero del Castello delle Cerimonie.
- Chi ha disposto lo sgombero?
- Lo sgombero è stato disposto dalla Procura di Torre Annunziata.
- Quando è iniziato lo sgombero?
- Lo sgombero è stato avviato il 24 luglio 2026.
Il complesso noto come Castello delle Cerimonie ha visto avviarsi le operazioni di sgombero a seguito di un decreto di sequestro preventivo emesso dal GIP del Tribunale di Torre Annunziata. Tale provvedimento è stato disposto per il reato di invasione di terreni o edifici, con l’ordine di sgombero coatto emanato dalla Procura di Torre Annunziata, sotto la direzione del procuratore Nunzio Fragliasso.
Le operazioni riguardano in particolare i locali commerciali del Grand Hotel La Sonrisa, situato a Sant’Antonio Abate. Questo complesso, già oggetto di confisca definitiva e divenuto proprietà del Comune, è stato sottoposto a sgombero dalla Polizia Municipale di Sant’Antonio Abate, con il supporto del Commissariato di Polizia di Castellammare di Stabia e dei Carabinieri della Compagnia di Castellammare di Stabia.
Durante le operazioni, sono stati apposti i sigilli agli uffici e ai locali commerciali, con l’installazione di cartelli di monitoraggio. Si sta procedendo allo sgombero delle persone presenti, seguito dallo sgombero degli arredi e dei macchinari.
Questo provvedimento segue un lungo iter giudiziario e amministrativo, iniziato con la confisca definitiva avvenuta nel febbraio 2024, e un ordine di sgombero comunale scaduto lo scorso maggio. Le attività di ristorazione e albergo avevano già cessato nel mese di giugno, senza che i locali fossero stati liberati e restituiti al Comune.
Il GIP ha ritenuto configurabile il reato di invasione di terreni o edifici, basandosi sulla giurisprudenza della Corte di Cassazione, che considera integrata la fattispecie in caso di occupazione contra ius e sine titulo, anche se il presunto occupante era stato in precedenza proprietario. È sufficiente, infatti, l’arbitrarietà dell’occupazione.
Inoltre, il giudice ha ritenuto necessaria la sottrazione coattiva dell’immobile per impedire la prosecuzione di un reato di natura permanente e il suo aggravamento. Gli indagati erano già a conoscenza della necessità di liberare gli immobili, in particolare dell’ordinanza comunale di sgombero dell’11 maggio 2026, alla quale non hanno ottemperato. Il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica aveva autorizzato l’impiego della forza pubblica il 16 luglio 2026, rendendo superfluo un ulteriore intimazione per lo sgombero spontaneo.

