In Breve
- Qual è il parere delle Camere sul rinnovo automatico delle frequenze?
- Le Camere hanno espresso parere favorevole, ma chiedono garanzie per evitare squilibri competitivi.
- Cosa richiedono le commissioni per il rinnovo automatico?
- Richiedono una valutazione delle condizioni competitive e impegni di investimento.
- Quando si discuterà il tema delle frequenze in scadenza?
- Il tema sarà discusso nel consiglio Agcom del 7 luglio.
Le commissioni Politiche Ue di Camera e Senato hanno recentemente espresso un parere favorevole alla procedura di rinnovo automatico delle frequenze, come previsto dalla proposta del Digital Network Act, attualmente in discussione presso il Parlamento europeo. Questa iniziativa è vista come un passo utile per la pianificazione degli investimenti da parte delle telco.
Tuttavia, le commissioni hanno sottolineato che il rinnovo automatico deve essere accompagnato da una valutazione delle condizioni competitive esistenti, per evitare il rischio di squilibri nella distribuzione dello spettro radio. In particolare, la Commissione del Senato ha evidenziato l’importanza di collegare il rinnovo a requisiti specifici, come la garanzia di accesso alle infrastrutture passive già esistenti e l’impegno a investire nella densificazione delle reti.
Analogamente, la Commissione della Camera ha richiesto che la procedura di rinnovo sia accompagnata da una valutazione dell’utilizzo efficiente dello spettro, degli obiettivi di copertura e della qualità del servizio, nonché della continuità degli investimenti. Questi elementi sono fondamentali per prevenire effetti distorsivi e garantire un equilibrio tra stabilità regolatoria, sviluppo delle reti e tutela della concorrenza.
In ambito nazionale, la questione delle frequenze in scadenza nel 2029 sarà al centro dell’attenzione durante il consiglio dell’Agcom previsto per il 7 luglio. Questo incontro rappresenterà un’importante occasione per avviare la terza consultazione pubblica sul tema. La proposta dell’Autorità prevede una proroga senza oneri fino al 2037, a condizione che vengano rispettati impegni di investimento da parte degli operatori.
In questo contesto, Iliad ha sollevato la questione del riequilibrio delle frequenze. Il suo amministratore delegato, Benedetto Levi, ha affermato che “una distribuzione equilibrata dello spettro radio è fondamentale: sostiene la concorrenza, favorisce collaborazioni sostenibili e riduce il rischio di rapporti di dipendenza”. Questa dichiarazione evidenzia l’importanza di una gestione equa delle risorse radio per garantire un mercato competitivo e innovativo.

