In Breve
- Qual è il significato della celebrazione degli 80 anni della Costituzione?
- La celebrazione sottolinea l'importanza della libertà e della democrazia in Italia, ricordando il sacrificio di chi ha lottato per questi valori.
- Chi ha partecipato alla celebrazione a Montecitorio?
- Alla celebrazione hanno partecipato il presidente della Repubblica, i presidenti delle Camere, il presidente del Consiglio e il presidente della Corte costituzionale.
- Quali figure storiche sono state menzionate da Mattarella?
- Mattarella ha menzionato martiri assassinati dal fascismo come Matteotti, Amendola, don Minzoni, Gramsci, Carlo e Nello Rosselli.
Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha celebrato a Montecitorio l’ottantesimo anniversario della prima seduta dell’Assemblea costituente, un evento che ha segnato una tappa fondamentale nella storia dell’Italia repubblicana. Durante il suo intervento, Mattarella ha messo in evidenza l’importanza di questo momento storico, sottolineando il sacrificio di coloro che hanno lottato per la libertà e la democrazia nel nostro Paese.
“Frutto di un prezzo alto, la Brigata ebraica partecipò alla Liberazione dell’Italia”, ha dichiarato il presidente, ricevendo una standing ovation quando ha menzionato la memoria di martiri assassinati dal fascismo, tra cui figure emblematiche come Matteotti, Amendola, don Minzoni, Gramsci, Carlo e Nello Rosselli.
Mattarella ha espresso il suo ringraziamento ai presidenti delle Camere per aver reso omaggio, alla presenza dei presidenti del Consiglio dei ministri e della Corte costituzionale, a tutti coloro che, nell’Assemblea costituente, hanno contribuito a dare forma alla libertà e alla democrazia degli italiani, garantendo l’indipendenza del Paese.
Il presidente ha ricordato che “il percorso, il progresso che l’Italia repubblicana ha compiuto in questi decenni è motivo di orgoglio per il popolo italiano e testimonianza della saggezza e lungimiranza che le madri e i padri della Costituzione seppero esercitare in quella svolta della storia”.
Inoltre, ha evidenziato le difficoltà affrontate per arrivare al referendum e all’elezione dell’Assemblea costituente il 2 giugno 1946. “Fu un prezzo alto quello che consentì agli italiani di conquistare il diritto di dettare le regole della propria convivenza civile dopo la dittatura e la guerra”, ha spiegato, ricordando il sacrificio dei partigiani e delle popolazioni oppresse.
Mattarella ha sottolineato che la Costituente ha potuto essere un’assemblea sovrana senza il tributo di una spartizione del governo da parte delle potenze alleate, a differenza di altri Paesi dell’Asse. Ha messo in luce come una classe dirigente non compromessa con il regime fascista sia stata in grado di assumere le responsabilità della transizione verso la democrazia.
Il presidente ha anche ricordato il contesto storico, evidenziando come il Governo Badoglio puntasse al ripristino dello Statuto Albertino, tradito dall’acquiescenza al fascismo di Vittorio Emanuele III. Questo scontro tra la vecchia classe dirigente monarchica e un mondo in cambiamento ha segnato una fase cruciale della nostra storia.
Il Governo espressione delle forze della Resistenza, guidato da Ivanoe Bonomi, varò la ‘Costituzione provvisoria’ nel 1944, aprendo la strada a una svolta istituzionale. Mattarella ha sottolineato che il percorso della nuova Italia sarebbe stato affidato al popolo, attraverso un’Assemblea costituente eletta a suffragio universale diretto e segreto, culminando nel referendum del 2 e 3 giugno 1946.
Infine, il presidente ha citato Alcide De Gasperi, ultimo presidente del Consiglio del Regno e primo della Repubblica, che aveva affermato: “Un immenso lavoro ricostruttivo abbiamo davanti a noi. La salita è faticosa. Diamoci la mano, uomini di buona volontà”. Concludendo il suo intervento, Mattarella ha esortato a mantenere viva la Repubblica e la Costituzione, sottolineando che quest’ultima è il frutto di un’assemblea di donne e uomini liberi.

