In Breve
- Qual è il saldo del mercato del lavoro a marzo 2026?
- Il saldo annualizzato del mercato del lavoro a marzo 2026 è di +340.000 posti nel settore privato.
- Quali contratti hanno registrato la maggiore crescita?
- I contratti a tempo indeterminato hanno registrato una crescita di 278.000 rapporti di lavoro.
- Come sono andate le cessazioni di lavoro nel primo trimestre 2026?
- Le cessazioni nel primo trimestre 2026 sono state 1,527 milioni, con una diminuzione di circa 17.000 unità rispetto all'anno precedente.
Il mercato del lavoro italiano continua a mostrare segnali di ripresa. Secondo i dati dell’Osservatorio sul mercato del lavoro dell’INPS, a marzo 2026 il saldo annualizzato del settore privato ha raggiunto un incremento di 340.000 posizioni lavorative, confermando una dinamica occupazionale favorevole.
Questo saldo è calcolato sulla differenza tra assunzioni e cessazioni negli ultimi dodici mesi, evidenziando una crescita significativa soprattutto nei contratti a tempo indeterminato, che hanno registrato un aumento di 278.000 rapporti di lavoro. Anche altre tipologie contrattuali hanno mostrato un andamento positivo, con un incremento complessivo di 62.000 posizioni.
Tra le diverse tipologie contrattuali, si segnala una crescita particolare dei contratti intermittenti (+39.000), stagionali (+28.000), a tempo determinato (+6.000) e in somministrazione (+5.000). Tuttavia, i rapporti di apprendistato hanno registrato un calo di 16.000 unità.
Nei primi tre mesi del 2026, i datori di lavoro privati hanno attivato complessivamente 1,9 milioni di nuovi rapporti di lavoro, un dato stabile rispetto allo stesso periodo del 2025. A compensare la riduzione delle assunzioni a tempo indeterminato (-25.000), a tempo determinato (-21.000) e in apprendistato (-5.600) sono stati principalmente i contratti stagionali (+23.000), intermittenti (+21.500) e in somministrazione (+8.600).
Le trasformazioni dei contratti a termine in rapporti a tempo indeterminato sono state 202.000, circa 15.000 in meno rispetto al primo trimestre dello scorso anno. Anche le conferme degli apprendistati al termine del percorso formativo hanno mostrato una leggera diminuzione, passando da 31.000 a 30.000.
Le cessazioni dei rapporti di lavoro nel primo trimestre 2026 sono state 1,527 milioni, con una diminuzione di circa 17.000 unità rispetto allo stesso periodo del 2025. Questa riduzione ha interessato principalmente i contratti a tempo determinato (-15.000), quelli a tempo indeterminato (-14.000) e gli apprendistati (-3.700). Invece, si è registrato un aumento delle cessazioni dei rapporti intermittenti (+10.000), in somministrazione (+4.800) e stagionali (+800).
Le attivazioni di rapporti di lavoro incentivati nel primo trimestre 2026 hanno registrato una contrazione del 33% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questa riduzione ha coinvolto principalmente l’esonero giovani, in calo del 54,8%, mentre le diminuzioni degli incentivi destinati alle donne (-2,4%) e delle altre misure agevolative (-10,2%) sono state più contenute.
Secondo l’INPS, questa dinamica è legata anche al fatto che nel primo trimestre dell’anno non erano ancora state pubblicate le circolari attuative relative alle misure prorogate per il 2026.
Nel comparto della somministrazione si evidenzia una dinamica differenziata: nei primi tre mesi del 2026, le assunzioni a tempo indeterminato sono diminuite del 43%, mentre quelle a termine sono aumentate del 6%. Una tendenza simile riguarda le cessazioni, con un calo dei contratti a tempo indeterminato (-2%) e un aumento di quelli a termine (+3%). Nonostante queste fluttuazioni, il saldo annuale del settore rimane positivo, con un incremento di 5.000 posizioni lavorative a marzo 2026.
Anche il lavoro occasionale ha registrato un aumento. A marzo 2026, i lavoratori impiegati con Contratti di Prestazione Occasionale (CPO) sono circa 19.000, in crescita del 3% rispetto allo stesso mese del 2025, con una remunerazione media mensile lorda di 239 euro.
Inoltre, cresce il numero di lavoratori pagati attraverso il Libretto Famiglia, che raggiungono circa 13.000 unità (+2%), con una remunerazione media mensile lorda pari a 189 euro.

