In Breve
- Qual è la percentuale delle spese militari italiane in relazione al PIL?
- Le spese militari italiane ammontano al 2,8% del PIL.
- Ci saranno ulteriori aumenti delle spese militari?
- Sì, si valutano aumenti dello 0,3% nel 2027 e dello 0,6% nel 2028.
- Come è percepita la spesa militare in Italia?
- La spesa militare è percepita come impopolare, soprattutto in campagna elettorale.
L’Italia si presenterà al vertice NATO di Ankara con spese per la difesa pari al 2,8% del PIL, un incremento dello 0,71% rispetto all’anno precedente, che include anche voci legate alla sicurezza interna. Il governo italiano sta valutando ulteriori aumenti che potrebbero portare a un incremento dello 0,3% nel 2027 e dello 0,6% nel 2028, con un impatto complessivo stimato tra 17 e 18 miliardi di euro.
Le percentuali e la distribuzione temporale di questi aumenti sono ancora oggetto di analisi e potrebbero essere articolate su un periodo biennale o triennale. La decisione finale sarà di natura politica e riguarderà la ripartizione delle risorse tra le spese di difesa e quelle per la sicurezza interna, ambito che l’Alleanza consente di computare fino a una quota dell’1,5% nel quadro dell’obiettivo generale del 5% entro il 2035.
Il tema delle spese militari è particolarmente sensibile in Italia, soprattutto in un momento in cui la maggioranza è in fase di campagna elettorale e tali spese sono percepite come impopolari. Per questo motivo, non è previsto il ricorso ai prestiti Safe almeno per il 2026, e le riflessioni sul sistema Purl sono attualmente congelate. Inoltre, non sono in vista nuovi pacchetti di forniture militari all’Ucraina.
Il summit di Ankara è stato ridotto a una cena ufficiale e a una breve sessione plenaria, limitando così i margini per incontri bilaterali. Al momento non è previsto un incontro tra la premier italiana e il presidente degli Stati Uniti. Sul fronte delle presenze militari americane in Europa, non si prevedono cambiamenti immediati, secondo quanto dichiarato dall’ambasciatore Tilman J. Fertitta.
Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha descritto il vertice come «costruito perché vada bene», assicurando che gli impegni saranno rispettati. Ha inoltre sottolineato che l’incremento delle spese per la difesa deve essere interpretato come un investimento, riconoscendo che il target NATO non è raggiungibile immediatamente e indicando il 2035 come orizzonte di riferimento.

