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Carocci denuncia speculazione e minacce sul cinema Metropolitan: la battaglia per la cultura a Roma

Valerio Carocci, leader del Piccolo America, racconta le pressioni subite e l'emergenza culturale legata al cinema Metropolitan a Roma.

di Redazione

In Breve

Qual è la denuncia principale di Valerio Carocci riguardo al cinema Metropolitan?
Carocci denuncia un fenomeno di speculazione che trasforma le sale cinematografiche in centri commerciali.
Cosa è successo al cinema Pasquino?
Il cinema Pasquino è stato chiuso il 5 giugno dopo segnalazioni di lavori non autorizzati.
Quali sono i temi prioritari indicati da Carocci per il futuro di Roma?
Carocci ha indicato la gestione degli ex mercati generali, l'intrattenimento notturno e le regole sull'impatto acustico.

Valerio Carocci, noto per la sua iniziativa Cinema in piazza e leader del Piccolo America, ha recentemente esposto in una piazza di Roma le problematiche che hanno portato a un acceso scontro con l’amministrazione comunale riguardo al cinema Metropolitan. Durante un incontro pubblico, Carocci ha denunciato un preoccupante fenomeno di speculazione che sta trasformando le sale cinematografiche in centri commerciali, minacciando così la cultura cinematografica della capitale.

Carocci ha messo in evidenza le minacce e le pressioni ricevute, nonché l’abbandono da parte del Campidoglio, sottolineando il mancato rispetto degli impegni presi in campagna elettorale per la tutela delle sale. Ha citato il caso del cinema Pasquino a Trastevere, dove sono stati presentati esposti da deputati riguardo a lavori non autorizzati, culminati nella chiusura del locale il 5 giugno scorso.

Secondo la sua ricostruzione, dopo un pranzo con un assessore, un gestore del cinema chiuso avrebbe minacciato Carocci, mentre il 10 giugno due persone lo avrebbero affrontato con violenza, invitandolo a «smettere di rompere». Queste esperienze hanno spinto Carocci a scrivere una lettera al sindaco Roberto Gualtieri, chiedendo aiuto e un incontro, pur esprimendo fiducia nella sua integrità personale.

Riguardo alla vertenza del Metropolitan, Carocci ha criticato la recente firma di un accordo di programma da parte del Comune, che permetterebbe la conversione del 95% del cinema in un centro commerciale. Ha definito grave la dichiarazione della capogruppo Pd Valeria Baglio, la quale ha indicato questo modello come replicabile in futuro.

Carocci ha anche richiamato l’attenzione sulla situazione normativa e giudiziaria che interessa le sale cinematografiche della città, menzionando modifiche legislative e ricorsi in corso. Ha riferito di messaggi ricevuti dal direttore generale di Roma Capitale, Albino Ruperti, che lo avrebbero invitato a non criticare i consiglieri comunali e a rivedere le concessioni.

Nonostante le difficoltà, Carocci ha annunciato la sua intenzione di sospendere le discussioni su liste fino a dopo l’estate, con l’obiettivo di aprire un canale di confronto con il sindaco per definire un «patto per la città di domani». Ha indicato come temi prioritari la gestione degli ex mercati generali, l’intrattenimento notturno, le regole sull’impatto acustico e la situazione dell’ex Fiera di Roma.

Politica

Redazione

Autore di Business Radar Italia.

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