In Breve
- Qual è l'utile netto di Intesa Sanpaolo nel primo semestre 2026?
- L'utile netto è di 5,55 miliardi di euro, in aumento del 6,5% rispetto all'anno precedente.
- Qual è la nuova guidance per il 2026?
- La nuova guidance prevede un utile netto superiore ai 10 miliardi di euro.
- Quali sono le previsioni di distribuzione per il 2026?
- Si prevede un payout del 95%, combinando dividendi e buyback.
Intesa Sanpaolo ha riportato un utile netto di 5,55 miliardi di euro per il primo semestre del 2026, segnando un incremento del 6,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo risultato è stato accompagnato da un secondo trimestre che ha superato le attese, con un utile netto di circa 2,8 miliardi di euro.
La banca ha anche aggiornato la sua guidance per l’anno, prevedendo un utile netto superiore ai 10 miliardi di euro per il 2026. I ricavi operativi sono aumentati del 5,3%, raggiungendo i 14,53 miliardi di euro, mentre il margine d’interesse è rimasto stabile a 7,48 miliardi di euro, con un incremento dello 0,6%.
Le commissioni nette hanno visto un aumento del 4,9%, sostenute principalmente dal risparmio gestito e dai prodotti assicurativi. La voce relativa alle assicurazioni è cresciuta del 5,5%, toccando i 973 milioni di euro. Inoltre, i costi operativi sono diminuiti dello 0,7%, portando il rapporto cost/income al 35,9%, uno dei migliori nel settore bancario europeo.
La posizione patrimoniale di Intesa Sanpaolo rimane robusta, con un CET1 ratio al 13,1% dopo le distribuzioni. Nel semestre, la banca ha maturato distribuzioni per un totale di 5,3 miliardi di euro, di cui 4,2 miliardi sono stati destinati ai dividendi. Si prevede che circa 3,8 miliardi saranno corrisposti come acconto a novembre.
A luglio, Intesa Sanpaolo ha avviato un programma di buyback da 2,3 miliardi di euro. Per il 2026, il gruppo prevede un payout del 95%, combinando dividendi e riacquisto di azioni. Il CEO Carlo Messina ha definito i primi sei mesi dell’anno come «i migliori della nostra storia», evidenziando record nei ricavi, nelle commissioni e nelle attività assicurative, con un ROE annualizzato al 20% e un ROTE annualizzato al 25%.
Messina ha anche accennato a prospettive di integrazione con Monte dei Paschi di Siena e Mediobanca, mirando ad aumentare la scala e la leadership in settori come il credito al consumo, il wealth management e il corporate & investment banking. Si prevede che il nuovo gruppo possa raggiungere un utile netto oltre i 16 miliardi di euro entro il 2029, con una distribuzione totale stimata di 61 miliardi di euro tra il 2025 e il 2029, e un aumento del dividendo per azione a partire dal 2026.

